
BDSR e CIR: come orientarsi tra codice nazionale e regionale
Apri il portale del Ministero del Turismo per richiedere il CIN e ti imbatti in una sigla che non ti aspettavi: BDSR. Poi scopri che la tua regione pretende un altro codice ancora, il CIR, prima ancora di arrivare a quello nazionale. Risultato: confusione. La verità è che i due codici non si escludono, convivono, e una volta capito il meccanismo non c'è più niente di oscuro.
Cos'è la BDSR
La BDSR è la Banca Dati delle Strutture Ricettive, il registro nazionale gestito dal Ministero del Turismo. Pensala come un catasto dell'ospitalità italiana: ogni appartamento affittato ai turisti, ogni B&B, ogni casa vacanze deve essere censito qui dentro.
Ha tre funzioni principali:
- Censimento nazionale. Mappa tutte le strutture: tipo, ubicazione, capacità, soggetto titolare.
- Rilascio del CIN. Il Codice Identificativo Nazionale che ogni host è obbligato ad avere dal 2 novembre 2024.
- Conformità europea. Dal 20 maggio 2026, con il Regolamento UE 2024/1028, il sistema è integrato a livello europeo: stesse regole di tracciabilità e trasparenza per tutte le piattaforme online in Europa.
Si accede su bdsr.ministeroturismo.gov.it con SPID o CIE, la registrazione è gratuita. Al termine ottieni il CIN, un codice alfanumerico univoco che identifica la tua struttura a livello nazionale. Va esposto fuori dall'immobile e inserito in ogni annuncio: Airbnb, Booking.com, Vrbo, qualunque piattaforma, senza eccezioni.
Cos'è il CIR e perché non sparisce
Il CIR (Codice Identificativo Regionale) esiste da prima del CIN. Molte regioni italiane avevano già un proprio sistema di registrazione per le strutture ricettive, con codici locali e portali dedicati. L'arrivo del codice nazionale non li ha cancellati: assolvono a una funzione diversa.
| CIR | CIN | |
|---|---|---|
| Chi lo rilascia | Regione o Provincia | Ministero del Turismo (BDSR) |
| A cosa serve | Abilita l'esercizio a livello locale | Identifica e traccia a livello nazionale |
| Obbligatorio? | Solo dove la regione lo prevede | Sì, su tutto il territorio |
| Costo | Gratuito | Gratuito |
| Portale | Portale regionale specifico | bdsr.ministeroturismo.gov.it |
La regola da tenere a mente è una sola: il CIN non sostituisce il CIR. Dove la tua regione lo richiede, devi averli entrambi, e devi indicarli entrambi negli annunci.
In che ordine richiederli
La sequenza corretta, quando la regione prevede il CIR, è questa. Prima ottieni il CIR completando gli adempimenti locali sul portale regionale. Poi vai sulla BDSR e richiedi il CIN nazionale: hai 30 giorni dall'ottenimento del CIR per farlo. Infine esponi entrambi i codici nell'annuncio e, dove richiesto, sulla facciata dell'immobile.
Se la tua regione non ha un CIR, salti il primo passaggio: accedi direttamente alla BDSR all'avvio dell'attività.
Ottieni prima il CIR nella tua regione (se previsto), poi entro 30 giorni registrati sulla BDSR per il CIN nazionale. Esponi entrambi negli annunci. Se hai dubbi sulla tua regione, il punto di partenza più rapido è il portale del Ministero del Turismo o il sito della tua Regione, non i forum online, che spesso riportano informazioni ormai superate.
Le differenze regionali: qui sta il nodo
Non esiste un unico CIR uguale in tutta Italia. Ogni regione ha il suo nome, il suo portale, la sua procedura, e alcune usano addirittura sigle completamente diverse. Ecco una panoramica delle regioni con codice regionale obbligatorio (o equivalente).
| Regione | Nome locale | Portale / Sistema |
|---|---|---|
| Lombardia | CIR | ROSS1000, tramite SUAP del Comune |
| Lazio | CIR | Portale regionale (obbligo dal 1° settembre 2024) |
| Toscana | CIR | Portale Alloggiati, rilasciato in automatico all'iscrizione |
| Veneto | CIMP | Portale turistico regionale |
| Sicilia | CIR | Piattaforma Turist@t |
| Puglia | CIS | Portale regionale |
| Liguria | CITR | Portale regionale |
| Sardegna | IUN | Portale Sardegna Turismo |
| Campania | CUSR | Portale regionale (aderisce anche alla BDSR) |
| Piemonte | CIR | ROSS1000, assegnato in automatico |
Le procedure cambiano parecchio. In Toscana il codice arriva da solo quando ti iscrivi al portale per le comunicazioni alloggiati. In Lombardia devi passare dal SUAP del tuo Comune, che inoltra la richiesta alla Città Metropolitana, che poi registra la struttura su ROSS1000. In Sicilia serve compilare una scheda con i dati catastali e attendere la validazione dell'assessorato regionale. Tre regioni, tre percorsi diversi.
Se hai immobili in più regioni
Tieni presente che potresti dover seguire procedure differenti per ciascuna proprietà. Un appartamento in Liguria e una casa in Puglia significano due codici regionali distinti, due portali, due iter. Non dare per scontato che quello che vale per una valga anche per l'altra.
Dove verificare gli obblighi della tua regione
Le normative regionali cambiano, e le sanzioni per chi non è in regola non sono simboliche: da 800 a 8.000 euro per il mancato CIN, da 500 a 5.000 per la mancata esposizione. Meglio non affidarsi al passaparola di altri host. I canali ufficiali da consultare sono questi:
- Sito del Ministero del Turismo (ministeroturismo.gov.it), sezione BDSR con le FAQ aggiornate.
- Portale della tua Regione: cerca «strutture ricettive» o «locazioni brevi» nel sito ufficiale regionale.
- SUAP del tuo Comune, per regioni come Lombardia e Piemonte dove il percorso parte proprio dal Comune.
- Confcommercio o le associazioni di categoria locali, che spesso offrono sportelli informativi gratuiti agli host.
Le piattaforme come Airbnb verificano ora il CIN in automatico e possono rimuovere o sospendere il tuo annuncio se il codice manca o non è valido. Booking.com e le altre stanno adottando meccanismi analoghi. Non aspettare una notifica: controlla tu, in anticipo, che tutto sia in ordine prima di mettere online qualsiasi alloggio.
Questo articolo ha scopo divulgativo e fornisce un quadro generale della normativa vigente. Le regole cambiano da regione a regione: per la propria situazione specifica rivolgersi a un professionista qualificato o agli uffici competenti della propria Regione.
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