La tassa di soggiorno: chi la paga, chi la versa e come gestirla

June 23, 2026

Molti host scoprono la tassa di soggiorno tardi, a volte solo quando arriva un avviso dal Comune. È un obbligo concreto, riguarda quasi tutte le strutture ricettive italiane, e la responsabilità ricade interamente su chi affitta, non sull'ospite. Vale la pena capirla bene una volta per tutte, perché gestirla male costa più che gestirla.

Chi la paga davvero (e chi ne risponde)

L'imposta di soggiorno è un tributo a carico dell'ospite: in senso economico la deve lui, per ogni notte pernottata nel tuo alloggio. C'è però un dettaglio che cambia tutto: verso il Comune l'unico responsabile sei tu.

Tu riscuoti l'importo (al check-in o al check-out, secondo le tue pratiche) e poi lo versi periodicamente all'ente locale. Se l'ospite non paga, per qualsiasi motivo, il debito verso il Comune resta tuo. La Cassazione lo ha confermato con la sentenza n. 1527 del 23 gennaio 2026: il gestore è «responsabile d'imposta» con pieno diritto di rivalsa sull'ospite, ma l'obbligo di versamento al Comune è incondizionato.

In fattura o ricevuta, l'importo va indicato separatamente come voce esente IVA.

Quanto si paga: nessuna tariffa unica

Non esiste un importo nazionale. Ogni Comune che ha istituito l'imposta decide in autonomia quattro cose: l'importo per persona per notte (con possibili differenze per categoria di struttura), il numero massimo di notti tassate per soggiorno continuativo, le categorie esentate, le scadenze e modalità di versamento.

L'intervallo nazionale va da 1 € a 10 € per persona per notte. I Comuni turisticamente meno rilevanti applicano tariffe basse (1-2 €), mentre le grandi città e le destinazioni ad alta pressione turistica si collocano sui valori più alti. Molti comuni sotto i 10.000 abitanti non hanno nemmeno istituito l'imposta.

Alcuni esempi per il 2026

  • Milano: 9,50 € a notte per persona, fino a 14 notti (aumento legato a Milano-Cortina, con un tetto di 10 € per gli hotel 4-5 stelle).
  • Roma: 6,00 € a notte per persona, fino a 10 notti, con dichiarazione trimestrale sul portale GECOS entro il 16 del mese successivo.
  • Venezia: da 2,00 a 5,00 € a seconda della categoria, fino a 5 notti (solo centro storico). A parte c'è il contributo d'accesso per i visitatori giornalieri, che non si applica a chi pernotta.
  • Firenze: 6,00 € a notte per persona, fino a 7 notti, con tariffe in vigore da febbraio 2025 e confermate per il 2026.
  • Napoli e Torino: tariffe variabili (1-5 €), entrambe con accordi con le piattaforme OTA per la riscossione automatica.

Le esenzioni che ricorrono quasi ovunque

Le esenzioni le fissa ogni Comune nel proprio regolamento, ma alcune categorie tornano in quasi tutti i casi:

  • Minori: la soglia varia, 10 anni è la più diffusa (Roma, Venezia), ma alcuni comuni salgono a 14 o 18 anni. Milano nel 2026 esenta i minori di 18 anni.
  • Persone con disabilità e accompagnatori: in genere esentati entrambi.
  • Pazienti ricoverati e caregiver: per motivi sanitari documentati.
  • Forze dell'ordine e militari in servizio: quando la trasferta è per servizio istituzionale.
  • Residenti nel Comune e, in alcune città (Milano 2026), studenti fino a 26 anni.

Attenzione a un punto pratico: per applicare un'esenzione devi conservare la documentazione (documento d'identità, certificato di disabilità, ordine di servizio) per almeno 5 anni. In caso di controllo, la mancanza di prova equivale a un'esenzione non applicabile.

Il calcolo e la riscossione

La formula base è semplice: tariffa del Comune moltiplicata per il numero di ospiti non esenti, moltiplicata per il numero di notti (fino al massimo previsto).

Un esempio: 2 adulti, 4 notti a Roma fanno 6 € × 2 × 4 = 48 €. Se lo stesso soggiorno durasse 12 notti, pagheresti solo per 10 (il limite romano): 6 € × 2 × 10 = 120 €. Le notti oltre il tetto non si tassano.

Per la riscossione, l'ordine che funziona è questo: informi l'ospite dell'importo prima dell'arrivo (nella conferma di prenotazione o nei dettagli dell'annuncio), lo riscuoti al check-in separatamente dal canone di locazione, e rilasci una ricevuta o indichi la voce in fattura come «imposta di soggiorno, importo esente IVA».

In pratica

Aggiungi la tassa di soggiorno come voce separata nella comunicazione pre-arrivo, riscuotila con un metodo tracciabile al check-in, annotala nel registro soggiorni e versala al Comune nei tempi previsti dal regolamento locale. Non aspettare fine anno: i versamenti periodici ti proteggono dalle sanzioni e tengono la contabilità pulita.

Dichiarazione, versamento e OTA

Il quadro 2026 prevede due livelli. Il primo è il versamento periodico al Comune, mensile, trimestrale o semestrale secondo il regolamento locale: Roma trimestrale entro il 16 del mese successivo, Venezia il 15 del mese successivo tramite F24 con codice 3942. Il secondo è la dichiarazione annuale all'Agenzia delle Entrate, entro il 30 giugno dell'anno successivo. Dal 2026 il Modello 21 (il vecchio rendiconto ai Comuni) è abolito: resta la dichiarazione annuale all'AdE.

Se prenoti tramite OTA come Airbnb o Booking.com, verifica se la piattaforma riscuote e versa l'imposta per tuo conto. Alcune città hanno accordi diretti, ma anche in quel caso la verifica dell'avvenuto versamento spetta a te. Conserva un registro dei soggiorni con date di arrivo e partenza, numero di ospiti, importi riscossi ed esenzioni applicate (con la relativa documentazione): è la tua protezione in caso di controllo.

Attenzione

Le sanzioni per omesso versamento vanno dal 100% al 200% dell'importo non versato, con un minimo di 50 €. Anche i periodi senza ospiti vanno dichiarati: molti Comuni richiedono la dichiarazione a zero. E ricorda che l'imposta è un adempimento locale, non nazionale: quello che vale a Milano non vale a Cagliari, e quello che valeva nel 2024 potrebbe essere cambiato nel 2026. Verifica sempre il regolamento aggiornato sul sito del tuo Comune prima di applicare tariffe o esenzioni.

La logica di fondo è la stessa che muove tutto il nostro lavoro sulle prenotazioni dirette: meno passaggi opachi, più controllo nelle tue mani. La tassa di soggiorno la gestisci tu, la documenti tu, e così non dipendi dalle interpretazioni di una piattaforma per stare in regola.

Testo divulgativo, per la propria situazione rivolgersi a un professionista qualificato.

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