
Perché puntare sulle prenotazioni dirette
Se sei su Booking.com o Airbnb da qualche anno, almeno una volta hai calcolato quanto ti resta davvero in tasca dopo che la piattaforma si prende la sua parte. La risposta, di solito, fa un certo effetto. Le commissioni OTA non sono un fastidio marginale: sono una delle voci di costo più pesanti di tutto il tuo business.
Cosa si intende per prenotazione diretta
La prenotazione diretta (o direct booking) è quella in cui l'ospite prenota e paga attraverso un canale che controlli tu: il tuo sito con booking engine integrato, una email, un messaggio WhatsApp, una telefonata. Nessuna piattaforma di mezzo, nessuna commissione da pagare a terzi.
Il processo con cui riduci le prenotazioni mediate dalle OTA si chiama disintermediazione. Non vuol dire abbandonare Booking o Airbnb: vuol dire diversificare i canali, così le piattaforme restano uno strumento utile e non l'unico padrone del tuo calendario.
Quanto valgono davvero le commissioni
In Italia, nel 2026, le commissioni OTA si attestano su questi livelli: Booking.com tra il 15 e il 18% (con un range che va dal 10 al 22% a seconda della visibilità), Airbnb intorno al 15% nel modello host-only, Expedia tra il 18 e il 25%.
Prendiamo una prenotazione da 1.000 euro. Con Booking.com al 18% incassi 820 euro e ne perdi 180. Con la prenotazione diretta incassi 1.000 euro, zero commissioni. Sembra banale, ma moltiplica il dato sull'anno: se fatturi 20.000 euro tramite OTA al 18%, stai pagando 3.600 euro di commissioni annue a una piattaforma. Su 50.000 euro diventano 9.000 euro. Sono soldi veri, non percentuali astratte.
Gli altri vantaggi del canale diretto
Il risparmio è il motivo più immediato, ma non è l'unico.
- Possiedi i dati del cliente. Quando prenota tramite OTA, l'ospite è «di Booking», non tuo: la sua email la ricevi censurata o non la ricevi affatto. Con il diretto hai nome, email, telefono, preferenze, e puoi costruire una relazione.
- Fidelizzi e fai tornare le persone. Chi prenota diretto e vive una buona esperienza è molto più propenso a tornare nello stesso modo, senza che tu debba pagare di nuovo la commissione per riacquistarlo. Un ospite che ritorna è il cliente con il costo di acquisizione più basso che puoi avere.
- Sei meno esposto all'algoritmo. Le piattaforme cambiano di continuo le regole: ranking, commissioni, visibilità preferenziale. Se il 90% dei tuoi ricavi passa da un'unica fonte, ogni variazione ti tocca direttamente.
- Parli con l'ospite prima del check-in. Puoi raccogliere preferenze, inviare informazioni sulla destinazione, creare aspettative precise. Meno malintesi, recensioni migliori.
Il diretto non è gratis: le sfide reali
Qui bisogna essere onesti. Il canale diretto ha un costo, solo che è diverso dalla commissione OTA.
Serve un sito con booking engine, cioè uno strumento che permetta all'ospite di vedere disponibilità, prezzi aggiornati in tempo reale e pagare online. Senza, il «canale diretto» si riduce a qualche messaggio su WhatsApp difficile da gestire. Serve poi visibilità propria: le OTA ti portano traffico in automatico perché investono milioni in SEO e advertising, mentre per il diretto il traffico devi generarlo tu (posizionamento su Google, scheda Google My Business aggiornata, social, passaparola, email ai clienti precedenti). E serve tempo, o un partner che lo metta: gestire campagne, aggiornare il sito e rispondere in fretta richiede risorse. Non è impossibile, ma non è effort zero.
L'approccio equilibrato: il diretto affianca le OTA
Ecco la verità che nessuno ti dice in modo chiaro: salvo rarissime eccezioni (brand consolidati da anni, nicchie con community fedele), non esiste host che viva solo di prenotazioni dirette. Le OTA restano fondamentali per riempire il calendario nelle stagioni di bassa occupazione, per intercettare ospiti internazionali e per costruire credibilità con le recensioni.
L'obiettivo realistico è ridurre la dipendenza, non eliminarla. Se oggi il 100% delle tue prenotazioni arriva dalle piattaforme, portare anche solo il 15-20% sul diretto cambia in modo sensibile il margine. Una distribuzione matura, per un host medio-avanzato, può somigliare a questa: Booking e Airbnb al 70-75% (commissione 15-18%), prenotazioni dirette al 20-25% (commissione 0%), altri canali come Expedia o VRBO al 5-10% (commissione 18-25%).
Da dove partire: i passi concreti
Se sei all'inizio, non serve fare tutto insieme. Parti da qui:
- Crea un sito professionale con booking engine integrato, anche semplice: disponibilità in tempo reale, prezzi aggiornati, pagamento online sicuro.
- Ottimizza la presenza su Google: compila Google Business Profile in ogni campo, carica foto aggiornate, rispondi a tutte le recensioni. È gratuito e porta visibilità locale.
- Invita gli ospiti OTA a tornare diretti. Nel messaggio post-soggiorno (consentito dalle piattaforme entro certi limiti) accenna alla possibilità di prenotare direttamente la prossima volta con un piccolo vantaggio: colazione inclusa, check-in flessibile, uno sconto modesto.
- Raccogli le email durante il soggiorno o al check-out. Una lista, anche piccola, con una newsletter stagionale dedicata a chi prenota diretto vale più di tante campagne pubblicitarie.
- Misura il risultato: tieni traccia di quante prenotazioni arrivano da ogni canale e del tasso di conversione del tuo sito. Solo così capisci dove concentrare gli sforzi.
Chi non ha risorse interne da dedicare alla parte tecnica può appoggiarsi a servizi specializzati come +Prenotazioni, che arriva con booking engine, sincronizzazione con le OTA e supporto al canale diretto già configurati, senza dover costruire tutto da zero. Non è l'unico percorso, ma è un punto di partenza concreto.
Su una struttura che fattura 30.000 euro annui tramite OTA al 18%, spostare anche solo il 20% sul diretto significa risparmiare circa 1.080 euro di commissioni l'anno, senza cambiare il prezzo per l'ospite. Su cinque anni stai parlando di oltre 5.000 euro rimasti in tasca tua.
Costruire il canale diretto richiede un investimento iniziale (sito, strumenti, tempo) e non produce risultati immediati. Non è la soluzione per riempire il calendario domani: è una strategia a 12-24 mesi che migliora la tua posizione competitiva nel tempo.
Testo divulgativo, per la propria situazione rivolgersi a un professionista qualificato.
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